Nazionale italiana di calcioLuca Gatteschi, che è stato medico della Nazionale Italiana, ha svelato alcuni segreti sul regime alimentare che la squadra ha seguito durante l’avventura carioca.

Pasta e riso accompagnati da condimenti freschi e leggeri, pesce e carni bianche, verdura – con moderazione – e frutta di stagione. E piatti più “salati” del solito, per reintegrare i liquidi persi durante gli allenamenti, le partite e i lunghi spostamenti sotto il torrido sole del Brasile.

Insomma, la dieta degli Azzurri ai Mondiali 2014 aveva come protagonista i cibi della nostra tradizione culinaria, sani, facilmente digeribili e in grado di compensare l’enorme dispendio energetico a cui i calciatori sono sottoposti, con il giusto apporto di proteine, carboidrati e sali minerali. Il tutto “senza rinunciare al gusto, come afferma il dottore.

Una tavola rossa, bianca e verde

Il rosso del pomodoro, il bianco dei latticini, il verde del pesto e delle verdure di stagione. La tavola della Nazionale in Brasile ha avuto i colori della bandiera italiana, con tante ricette della cucina mediterranea, leggere e appetitose.

pasta tricoloreLa pasta è stata immancabile sia a pranzo che a cena, condita con il classico sugo di pomodoro o i pomodorini freschi, ma anche con ricotta, formaggi magri, pesto, ortaggi, aglio, olio e peperoncino; largo anche a succulenti risotti con prosciutto crudo, radicchio e noci, gamberi e zucchine e alle zuppe e vellutate di verdure. E, ancora, gli Azzurri hanno mangiato un secondo di pesce o carne bianca (pollo, tacchino e coniglio) e naturalmente le verdure, “importantissime per l’apporto di fibre e acqua”, ma che a pranzo, prima degli allenamenti, è meglio consumare “con moderazione perché rallentano la digestione. Mentre per cena, la sera, se ne possono consumare tranquillamente porzioni più abbondanti”, continua Gatteschi.

Sempre presente la frutta – ananas, frutti di bosco, fragole – ma non sotto forma di macedonia, “perché nel mix potrebbe esserci qualche elemento che crea fastidio al singolo giocatore.

Nei giorni delle partite il pranzo è meno ricco: pasta al pomodoro o riso integrale, poca verdura, un secondo leggero e tre ore prima del match una merenda a base di carboidrati e proteine. Al termine dell’incontro, si torna subito in albergo per cenare e reintegrare i carboidrati; se non è possibile, “è necessario fare uno snack negli spogliatoi, come un’insalata fredda di pasta, per non far passare più di un’ora, un’ora e trenta al massimo, dal dispendio energico post partita.

La vera sorpresa della dieta mondiale è però il sale, più abbondante rispetto al solito: a causa del clima caldo e umido del Brasile, infatti, i giocatori hanno avvertito di più la fatica e hanno perso una grossa quantità di liquidi, che hanno dovuto assumere attraverso una dieta più ricca di sodio (rispetto a quella raccomandata per le persone che hanno uno stile di vita normale).

Bandita la monotonia!

pollo alla griglia

È finita l’epoca in cui gli atleti erano costretti ad un’alimentazione monotona e proponiamo sempre diverse alternative per favorire le preferenze individuali dei calciatori”, sostiene Gatteschi. Carne bianca e pesce, al centro della dieta azzurra, saranno perciò cucinati in tanti modi diversi e stuzzicanti, per non “stancare” gli atleti.

Il pollo, in particolare, vero protagonista della tavola “mondiale”, è comparso nel menu ben tre volte a settimana, perché ricchissimo di proteine (17 grammi nell’ala e 23 nel petto per 100 grammi di prodotto) ma povero di grassi (da 1 a 6 grammi/100 gr) e colesterolo (50-60 mg/100 g). A pranzo, per non appesantire gli sportivi in vista degli allenamenti, è stato preparato in modo molto semplice, per esempio alla piastra, mentre a cena sarà abbinato a condimenti più saporiti ma comunque sani – straccetti o bocconcini con rucola, broccoletti, spezie come curcuma o sesamo, mandorle.

L’alternativa principale al pollo è stato il pesce; nel menu ci sono stati tranci di spada, salmone in crosta e branzino al forno. A cena sono comparse, talvolta, carne rossa e uova.

I cibi preferiti dagli Azzurri? Solo dopo il Mondiale

Balotelli, Pirlo, Insigne & Co. ai Mondiali hanno dovuto seguire scrupolosamente la dieta – peraltro ricchissima – pensata per loro dallo staff medico della Nazionale e, per qualche settimana, non sono state ammesse “concessioni” o piatti preferiti. Così Buffon ha dovuto rinunciare per un po’ alla carbonara e Cassano ai cavatelli con cozze e fagioli.

Banditi anche la feijoada (fagiolata) e gli altri piccanti e sostanziosi cibi locali, che i nostri hanno potuto gustare solo al termine dell’avventura mondiale; ammessi però frutti esotici come ananas, papaya e mango (consumati già in Italia), frutta secca come noci americane e anacardi, in piccole quantità. “E per festeggiare il dopo partita, possiamo concederci una bella grigliata di carne, tipica del Sudamerica”, conclude il medico.

Luca Gatteschi

luca gatteschiClasse 1962, è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Medicina dello Sport. Collaboratore della Sezione Medica del Settore Tecnico della FIGC dal 1997, durante i Mondiali in Germania del 2006 entra nel team azzurro e da allora ha fatto parte stabilmente dello staff medico della Nazionale A.

 

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